sextortion

sextortion la nuova truffa che spopola sul web

Estorsioni e truffe in internet sono un fenomeno in forte crescita, il buon senso e l’informazione possono fortemente limitare la loro espansione. La sextortion è prima di tutto una forma di frode con una pesante ripercussione emotiva, sentimentale ed economica.

Esistono bande criminali dell’Est Europa e dell’Africa (Marocco e Costa D’Avorio) che arruolano giovani molto belli di entrambi i sessi, li fanno navigare nel web e nei social network creando falsi profili su siti per incontri, su facebook e, da un po’ di tempo anche su LinkedIn. LinkedIn è un sito su cui lavorano gli scammer, questi truffatori  possono essere molto pericolosi, perchè capaci di rovinare la credibilità delle persone prese di mira: professionisti, notai, avvocati, uomini single e sposati, donne sole o donne che hanno alle spalle situazioni di instabilità sentimentale.

La sextortion può avvenire in due maniere a seconda del target della vittima prescelta: Nel primo caso quando la persona da imbrogliare è un adolescente che muove i primi passi verso la conoscenza dell’altro sesso e con la propria sessualità, invece di estorcergli denaro o beni materiali un “sextortionist” richiederà favori sessuali facendo leva sull’ intimidazione,  la paura e  il ricatto. Per mezzo di tecnologie molto avanzate come l’uso di telefoni cellulari e internet, è diventato estremamente facile scattare foto di se stessi nudi o mostrando una parte del proprio corpo e poi caricarli sul web. Nella maggioranza dei casi i genitori non  sono a conoscenza di quello che fanno i propri figli. Il sextortionist  dopo avere scelto  la vittima, entra in contatto con lei e poi cerca di portare avanti il suo perfido piano. Nella maggior parte delle situazioni il sextortionist è vicino al luogo di residenza della vittima e tutto ciò che accade dopo ha del terrificante .  Quando il “sextortionist” (molto spesso si tratta di un molestatore sessuale)  entra in possesso  di una foto di un adolescente nudo, o che mostra la  sua sensualità, usa questo materiale come arma di ricatto verso la vittima, pretendendo  di farsi inviare più immagini o video compromettenti, altrimenti lui racconterà il loro segreto. L’adolescente è in balia di un forte senso di paura, di  confusione e vergogna e,  spesso non avendo la capacità di reagire è disposto a fornire altro materiale  al solo scopo di  mantenere segreto l’accaduto con il “sextortionist”.  Per un giovane adolescente, quindi tutta la situazione rappresenta  un peso troppo grande da sopportare e a volte si può arrivare ad uno stato di confusione e insicurezza tale da rimanere ancora di più dominati dal sextortionist e sottomessi al suo volere. Molto spesso succede che ragazzine di 10-14 anni diventino con questa truffa vittime di pedofili  e siano costrette chiaramente a prestazioni sessuali non volontarie. Il sextortionist quando da un’appuntamento alla vittima  la porta in una camera d’albergo dove ne abuserà, e questo può avvenire ripetute volte, e con diverse vittime anche contemporaneamente. Il sextortionist ha una copia delle foto sul suo cellulare, ma altre sono conservate nel suo computer.

Come la pornografia infantile viene considerata un crimine, così alla stessa maniera anche  la sextortion è considerata tale.  Nessuno deve avere il diritto di estorcere materiale sessuale dalle persone siano grandi o piccoli.

Un appello particolare va rivolto ai genitori, perchè i vostri figli anche se sono contrari, devono essere seguiti e controllati nei loro accessi al web proprio per assicurarsi che non ci siano particolari situazioni pericolose che possano compromettere la loro sicurezza in rete. Un controllo costante è consigliato anche per tablet e cellulari, ovvero ogni device che permette non solo il collegamento a internet ma anche la possibilità di scattare selfie. Non si tratta di invadere la loro privacy o rovinare il loro divertimento, ma considerando i rischi ai quali possono incorrere, si tratta di una opportuna azione preventiva e protettiva nei confronti dei propri figli. I vostri figli  hanno bisogno di capire che  in internet esistono regole che devono essere rispettate per la loro incolumità fisica, psichica, emotiva e per proteggere la loro privacy.

Nel secondo caso, quando il sextortionist aggancia qualcuno in chat comincia a mettere in atto il suo piano: si finge perdutamente innamorato della vittima oppure, raccontando storie strappalacrime cerca di carpire la sua fiducia. Le persone inconsapevoli, per inesperienza si convincono di aver trovato l’anima gemella e si lasciano andare ad atteggiamenti sessuali compromettenti, prima che avvenga l’ incontro dal vivo che purtroppo non avviene mai. Quando il sextortionist lavora sui social network, ecco che arriva la richiesta di amicizia, lo scammer  infatti è fortemente interessato ad entrare nella cerchia degli amici perché questa lista fa parte del gioco e del ricatto,trasferisce poi la conversazione su Skype, (la quale risulta essere più difficile da identificare per le forze dell’ordine).Una volta entrato in questo ambito la persona inconsapevole viene convinta a mostrarsi senza vestiti davanti alla webcam, o in pose seducenti e sessualmente provocanti. Altre volte il sextortionist può convincere la vittima a compiere veri atti sessuali, come “pegno d’amore”. La persona coinvolta non sa di essere ripresa, e quando il sextortionist ritiene di avere materiale sufficiente per compiere un ricatto, ferma la registrazione e mostra il video alla vittima.

Quando la vittima si rende conto di essere caduta in una  trappola, il sextortionist minaccerà la vittima di pubblicare il video sul web e sui social se non sarà versato il pagamento di un riscatto. Spesso vengono richiesti più versamenti e il pagamento deve avvenire attraverso il circuito Western Union, questo perchè rende le transazioni più difficili da rintracciare. Se la truffa è stata perpetrata non bisogna pagare ma è giusto esporre denuncia alla polizia postale, poichè sottostare alla richiesta di pagamento non ci rende liberi, in quanto le estorsioni potrebbero continuare e non esistono garanzie che il materiale compromettente venga poi effettivamente distrutto e non pubblicato.

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